Teenager & Alcool
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Teenager & alcool
Binomio ormai indissolubile
- di Guerrino Iacopini -
Pubblicato su Profili Italia anno I numero 5, novembre 2008
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L’ultima indagine Istat riferita al consumo dell’alcool in Italia è a dir poco impressionante. L’istituto di statistica sostiene che i giovani italiani iniziano a bere a 11 anni e a 16 molti di loro sono già alcolizzati. Fino a poco tempo fa ubriacarsi era riprovevole e da persone avanti negli anni, oggi invece, grazie anche alla grande quantità di spot televisivi, fa tendenza. Sempre più spesso si usa l’alcool come “sballo” in sostituzione delle solite droghe o in aggiunta ad esse. Il “binge drinking”, il “bere per ubriacarsi”, è ormai un fenomeno diffuso; ma perché i nostri giovanissimi si ubriacano? I motivi sono veramente molti: mancanza di ideali in cui credere, mancanza di affetti, mancanza di una certezza del futuro, pretesto per distaccarsi dalle difficoltà della vita, debolezza di carattere, voglia di far parte di un certo “branco”, necessità di mettersi in mostra, ecc. Bere per fuggire dalla realtà e andare in un mondo irreale alla ricerca del proprio io e del superamento di tutti gli ostacoli. Come tutte le sostanze che fanno sballare, anche l’alcool però non è un rimedio, ma un modo per non pensare e sfuggire momentaneamente ai problemi. Chi vuole un futuro appagante dove è possibile vivere bene, deve affrontare i problemi e cercarne la soluzione dentro di sé. L’alcool è uno dei principali fattori di rischio per la salute dell’uomo, la terza causa di mortalità prematura nell’Unione Europea, nonché la prima causa di morte per i giovani maschi di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno nel nostro Paese l’alcool uccide 25 mila persone: 18 mila uomini e 7 mila donne. Circa il 10% di tutti i decessi registrati nel corso di un anno sono da ritenersi causa dell’alcool. Circa un milione di ragazzi italiani sotto i 16 anni dichiara di bere regolarmente. Molti giovani bevono solo nel fi ne settimana, qualche “bicchierino” insieme a qualche “canna” in compagnia degli amici, e poi in giro per la città a smaltire lo sballo, prima di rientrare a casa. Altri ragazzi invece lo fanno tutti i giorni. Si svegliano e iniziano subito con uno “spritz” (vino bianco, Aperol, Campari e selz) e vanno avanti nella mattinata a birra e aperitivi vari. Il pomeriggio prosegue con quei mix alcoolici tanto pubblicizzati da tutti i media o con cocktail di ogni genere, con contorno ovviamente di hascisc e marijuana. La sera si va avanti con i bicchierini di Tequila, Rum e qualche tirata di coca e un paio di lattine di “red bull” per rimanere svegli il più possibile. Nessuno andrebbe mai a dormire, ci si incammina solo quando finisce la “roba” o proprio non ce la si fa più. Le notti italiane sono piene di ragazzini ubriachi che girano per le strade, come cani randagi, in attesa che la notte finisca. Nel week-end, per loro, c’è il tour de force, la discoteca! Qui i giovani ingeriscono fiumi di alcool e una quantità impressionante di droghe, dal fumo all’ecstasy, dall’eroina alla coca, dalle anfetamine all’Lsd. Ogni sabato sera aumentano i genitori che in lacrime e con il cuore in frantumi, sono davanti ai resti dei propri fi gli, che puntualmente si schiantano in automobile. Il loro tormento ed il loro silenzioso dolore straziano ognuno di noi. Davanti a questo, che è il problema dei problemi, non possiamo aspettare che la politica o le istituzioni facciano qualche cosa al posto nostro, abbiamo l’obbligo ed il dovere di cominciare immediatamente noi stessi, all’interno delle nostre case. I genitori devono spiegare ai propri fi gli i pericoli legati all’abuso dall’alcool e all’uso delle droghe, stare di più con loro, riprendere il dialogo, cercare di capire le loro necessità e dare la certezza che possono contare sempre e in ogni caso sui genitori. Perché padri e madri sono disposti a tutto pur di difendere il solo e vero tesoro che possiedono: i fi gli!
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